Dove sta andando il mondo? -1

La fine del globalismo, la ripresa delle guerre nazionali

I 15 anni che hanno sconvolto il mondo

Il 28 marzo 2022 il presidente Mattarella, a proposito dell’invasione dell’Ucraina, ha affermato che “Abbiamo dovuto assistere al riesplodere di aggressivi egoismi nazionali, al modo di quanto non avveniva dall’Ottocento, dai secoli scorsi. Un retrocedere della storia e della civiltà” [1]

Questa autorevole riflessione mi spinge a tornare su quanto ho scritto nel mio libro “Ritorno al pianeta” – perdonate l’autocitazione – dove accuso il modello neoliberista e la globalizzazione quali responsabili del disastro ambientale, con gravi conseguenze per il clima e la vita stessa sul pianeta.

Tuttavia, nonostante gli impatti negativi dell’omologazione culturale istigata dal marketing globale e facilitata dall’avvento dei social network, nel libro ne osservo anche un risvolto positivo: “oggi la comunità umana è, nel suo complesso, più simile al suo interno e potrebbe trovare più ragioni per unirsi che per dividersi e combattersi”.

ARRETRA LA GLOBALIZZAZIONE E IL LIBERO MERCATO

Stiamo invece assistendo a un mondo che tende a rinchiudersi, a innalzare barriere più alte. Sta anche arretrando la globalizzazione dei mercati, l’espansione del sistema finanziario che hanno dominato la politica e l’economia dagli anni ottanta del Novecento. Il libero mercato vuole valicare ogni confine o frontiera, invece stiamo assistendo al ritorno di dazi, chiusure commerciali, restrizioni sulle vendite di materie prime, reciproche sanzioni.

Abbiamo già detto che il neoliberismo globalizzato ha creato guasti irrimediabili agli ecosistemi planetari, al clima, ma la migliore contromisura può essere il ritorno a un nazionalismo aggressivo ottocentesco?

LA DESTRA, DA LIBERISTA A SOVRANISTA

È interessante osservare che ad essere diventati fieri oppositori della globalizzazione sono oggi partiti di destra all’interno della cui cultura politica si era sviluppato proprio quel neoliberismo primo responsabile della globalizzazione.

Emblemi della destra vincente negli anni ottanta del Novecento furono il presidente USA Ronald Reagan e la britannica Margareth Thatcher, che contribuirono al successo del modello neoliberista su scala globale. Modello oggi rinnegato proprio dalla nuova destra nazional-sovranista.

TUTTO NASCE DALLA CRISI ECONOMICA DEL 2008

Un processo regressivo è in atto da quasi 15 anni, dalla grave crisi economico-finanziaria globale iniziata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers e il crollo dei mutui subprime.

Da allora, si è diffuso un disfattismo ad oltranza, contrario a qualsiasi sistema di potere, ad ogni classe dirigente, alle élite finanziarie globali, con parte dell’opinione pubblica in preda a una sorta di scetticismo cosmico. Scetticismo che si è manifestato con tutta la sua virulenza durante la pandemia, soprattutto sulla questione dei vaccini.

Anche su questo fronte, l’area politica della destra è stata la più attiva nel blandire, o sostenere esplicitamente, questa spinta ideologica.

L’AFFERMAZIONE DI NAZIONALISMI AUTOCRATICI E AGGRESSIVI

Con l’anti-globalismo, si sta riaffermando il ruolo degli stati nazionali, della loro sovranità. Non è certo quello che auspicavo nel mio libro, ovvero il ritorno del governo pubblico, di politiche economiche keynesiane per fermare la deriva neoliberista.

Quello attuale, è invece un fenomeno politico nuovo, che spinge verso forme di governo autoritarie, autocratiche e illiberali – che giungono talvolta a instaurare veri regimi totalitari – con riduzione dei diritti civili e delle libertà.

È la reazione nazionalista a un processo di recessione mondiale, analogo a quello che si sviluppò in Germania dopo la crisi del 1929, che condusse al potere i nazisti.

LA PANDEMIA ha AMPLIFICAto VIOLENZA E INTOLLERANZA

Come afferma Mattarella, quello attuale sembra essere un momento di arretramento, probabilmente accentuato dalla pandemia, che ha seminato paura nel mondo. I rinnovati impeti nazionalistici appaiono favoriti della paura. Paura dell’altro, dello straniero, del diverso. La paura istiga sentimenti di chiusura e percezione di minaccia, scatenando aggressività, violenza e intolleranza.

La guerra in Ucraina in realtà era pianificata da anni. I sentimenti di chiusura sono però molto espliciti nei discorsi del patriarca ortodosso russo Kirill. Secondo Kirill, la Russia ha fatto bene a invadere l’Ucraina, perché l’Ucraina è la porta attraverso cui possono entrare nella “Santa madre Russia” oltre che le armi della NATO anche i germi della depravazione del mondo occidentale, secondo lui rappresentata dal Gay Pride. Lo ha ribadito più volte, anche il 4 di aprile [2] teorizzando la guerra come una crociata per riportare i veri valori cristiani. Una posizione molto pericolosa, quella di Kirill, perché sposta il conflitto su un piano ideologico-identitario ed etico-religioso che apre livelli di scontro potenzialmente di estrema violenza.

Un’ideologia che ha favorito le destre al potere

È questo contesto storico che ha favorito l’invasione russa della Crimea nel 2014, la Brexit con il referendum in Gran Bretagna del 2016, e che ha condotto al potere leader nazionalisti, populisti e sovranisti come Trump negli USA (2016), Modi in India (2014), Duda in Polonia (2015), Orban in Ungheria (2010, riconfermato il 4 di aprile 2022), Vučić in Serbia (2017), Bolsonaro in Brasile (2019). In Ucraina, fu il presidente nazionalista Petro Porošenko (2014-19) a gestire i negoziati con la Russia dopo l’annessione della Crimea.    

A questa lista va aggiunto Erdogan in Turchia, eletto presidente nel 2014 (già primo ministro) che nel 2017 ha fatto approvare una riforma costituzionale che gli dà ampi poteri. Per alcuni aspetti, va inserito anche il Giuseppe Conte del suo primo governo (2018-19), sostenuto dalla Lega e dal Movimento Cinque Stelle, quando ancora assumeva posizioni populiste, rivendicate dallo stesso Conte nel suo discorso di insediamento al Senato, insieme con la promessa di un avvicinamento dell’Italia alla Russia di Putin [3].

TROPPI GOVERNI AUTORITARI E DITTATURE NEL MONDO

Sono oggi al potere molti capi di governi autoritari, a iniziare da Xi in Cina, a quelli in molti paesi arabi e in Iran, ad Assad in Siria (ancora al potere, sostenuto da Putin, nonostante la sanguinosa guerra civile) e i vari generali saliti al potere con colpi di stato militari, come quelli che hanno instaurato regimi totalitari in Egitto con al-Sisi (2013), Thailandia (2014), Birmania (2021) e in molti paesi dell’Africa, martoriata dalla crisi economica post-Covid19, dagli impatti della siccità e dei cambiamenti climatici. L’Africa, nel giro di un paio d’anni dal 2020, ha visto il susseguirsi di colpi di stato militari in Mali, Guinea, Ciad, Sudan e Burkina Faso [4]. Nel Mali, è evidente il sostegno di Putin e della Russia [5].

Va però osservato che le attuali dittature sono in numero estremamente inferiore a quelle che governavano il mondo 50 anni fa. Ad esempio, quando mi affacciavo all’adolescenza nel 1974, l’Italia – in preda a opposti estremismi e terrorismo – era letteralmente circondata da regimi totalitari: quello di Salazar in Portogallo, di Franco in Spagna, dei “colonnelli” in Grecia. A quel tempo, quasi l’intero Sud e Centro America era governato da regimi militari, compresi il Brasile, Argentina, Cile, Honduras ecc.

IL SOSTEGNO DELLA RUSSIA DI PUTIN Ai nazionalisti

Molti dei capi di governi autoritari qui citati sono stati sostenuti in maniera più o meno esplicita dalla Russia di Vladimir Putin, attraverso finanziamenti o forniture tecnologiche (ad es. alla Turchia), pieno supporto militare (ad Assad in Siria, al Mali), o l’inquinamento delle elezioni politiche attraverso vere e proprie campagne di diffusione di fake-news e disinformazione, scatenate ad arte dalla potente macchina comunicativa-informatica russa.

Si è citato l’intervento russo anche nell’elezione di Trump a presidente USA e soprattutto nella diffusione di disinformazione anti-europea durante la campagna elettorale del referendum della Brexit del 2016. A causa dei tentativi russi di inquinare le elezioni europee del 2019, la Commissione europea si è vista costretta ad attivare sistemi di contrasto delle fake-news [6].

Anche nei paesi democratici sono molti i politici “beneficiati” dall’amicizia con Vladimir Putin, a iniziare dall’ex cancelliere tedesco socialdemocratico Schroeder. In Italia è celebre il rapporto dello “zar” con Berlusconi, con la Lega di Salvini, e la stima nei suoi confronti di molti parlamentari italiani, soprattutto nell’area degli ex del M5s.

Anche nell’estrema sinistra non mancano simpatie per Putin, in questo caso più per il suo ruolo di oppositore della NATO e degli americani, considerati da quell’area politica come il “male assoluto”. Nel mondo, i governi autoritari che ancora si richiamano a tradizioni comuniste, sostengono di solito la Russia, come quelli in Cina, a Cuba, nel Vietnam, nel Venezuela di Maduro e nel Nicaragua del sandinista Ortega (rieletto nel 2021 per il suo quarto mandato, ma fonti di stampa riportano che le elezioni sono state viziate da irregolarità e dall’arresto di oppositori [7]).

TRA NAZIONALISMO E GLOBALIZZAZIONE SERVE UNA TERZA VIA

In un mondo che evolve velocemente, che corre e pretende maggiore apertura e condivisione di informazioni, regimi nazionalisti, sovranisti con pretese autarchiche fanno male soprattutto ai popoli a cui vengono imposti. Li fanno restare indietro.

D’altro canto, abbiamo visto come la completa liberalizzazione dei mercati, la globalizzazione degli scambi commerciali, dei sistemi di produzione e di consumo, la virtualizzazione dell’economia a vantaggio di una finanza senza più confini, né limiti di potere o controllo, ha provocato guasti irreparabili agli ecosistemi del pianeta, mettendo a rischio, a causa del riscaldamento globale, la sopravvivenza di migliaia di specie viventi e, in prospettiva, anche la civiltà umana come l’abbiamo costruita in millenni di storia.

E allora, se la globalizzazione è un male, la ricetta nazional-sovranista non è certo la cura di quel male, anzi genera mali anche peggiori come guerre devastanti.

Tra il nazionalismo autoritario-sovranista e il neoliberismo della globalizzazione fuori controllo, esiste una terza via. È la via di un’economia e di una politica dal volto umano.

Ma questo sarà il tema di un prossimo post.

Copertina libro "Ritorno al pianeta" di Pierluigi Adami Leggi anche: “Ritorno al pianeta – L’avventura ecologica dai Neanderthal alla pandemia” di Pierluigi Adami (Bordeaux Edizioni, settembre 2021)

LINK


[1] Ucraina: Mattarella, ‘ripresi aggressivi egoismi nazionali, storia retrocede a Ottocento’ (yahoo.com)

[2] https://www.rainews.it/articoli/2022/03/il-patriarca-di-mosca-kirill-giustifica-la-guerra-in-ucraina–contro-chi-sostiene-i-gay-4255e79f-2be3-409b-95c5-7de8dba4deba.html

[3] https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/05/governo-conte-il-primo-discorso-del-presidente-terzo-populisti-si-se-significa-ascoltare-bisogni-della-gente/4404468/

[4] https://www.lemonde.fr/idees/article/2022/03/24/l-inquietante-derive-russe-du-mali_6118933_3232.html

[5] https://www.lemonde.fr/idees/article/2022/03/24/l-inquietante-derive-russe-du-mali_6118933_3232.html

[6] https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191007IPR63550/contrastare-fake-news-e-interferenza-elettorale-dei-paesi-stranieri

[7] https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/nicaragua-elezioni-ortega-04e0e415-39b3-4cc6-8da5-af6eac2fba1e.html